Il lock down in famiglia

Durante il lock down le famiglie hanno avuto un ruolo di grande centralità nel selezionare e modellare i flussi informativi. Accedevano all’informazione per recuperare indicazioni attraverso cui orientare l’agire quotidiano: cosa fare? Come tutelarsi? Cosa raccontare ai propri figli? Una lettura quindi pragmatica e performativa dell’informazione, che ha coinvolto anche soggetti generalmente poco propensi al consumo informativo. 
 
E’ possibile delineare diversi profili di famiglia durante la quarantena:

  • L’allarmata: in uno stato di forte preoccupazione e orientata ad accedere a tutte le informazioni possibili, talvolta anche in maniera disorganica 
  • La disciplinata: si attiene alle indicazioni istituzionali, riesce a gestire lo stato di allarmismo e accede a pochi canali informativi, quelli che ritiene più autorevoli
  • La reattiva: cerca di interpretare in maniera reattiva e originale i giorni della crisi, proponendo letture positive e progettuali del periodo di lock down, si informa in maniera critica e accede a canali anche non istituzionali

Gli atteggiamenti di consumo informativo hanno ovviamente subito delle variazioni nel corso delle differenti fasi della crisi:

  • Avvicinamento alla crisi e al lock down: il senso di disorientamento appariva elevato, si faticava a comprendere come orientarsi tra le diverse fonti informative e il confronto con il proprio network relazione risultava fondamentale per orientare i comportamenti.
  • Impatto con la crisi e inizio del lock down: sono stati  i giorni caratterizzati da maggiore pathos emotivo, sfociati in atteggiamenti fortemente reattivi (cene e aperitivi via chat, iniziative dai balconi, riorganizzazione in chiave festiva dell’attiva domestica). Da un punto di vista informativo si guardava da un lato alle fonti più istituzionali per avere notizie accreditate, dall’altro si cercava condivisione nei social
  • Addomesticamento della crisi: ogni famiglia ha gradualmente modificato le sue routine, anche in riferimento ai consumi mediali. Sono emersi nuovi riti (come la visione del bollettino della protezione civile delle h 18) e nuovi punti di riferimento (trasmissioni televisive, giornalisti, esperti).
  • Normalizzazione della crisi: si inizia a vivere il lock down con maggiore normalità, si guarda al futuro e si attenua anche il bisogno informativo, con un riavvicinamento graduale a contenuti mediali anche di carattere intrattenitivo.

Lo studio della metabolizzazione e reinterpretazione delle notizie all’interno dei nuclei familiari, rappresenterà un elemento di grande rilevanza all’interno del progetto opinion leader 4 future: quali modelli di influencing si mettono in atto in famiglia? Esistono leader di opinione anche all’interno dei nuclei familiari? E come questi leader familiari interagiscono con i leader esterni?

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