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CICLO DI INCONTRI "CAPIRE, PARTECIPARE, AGIRE"

Informazione e sicurezza stradale

Informazione e sicurezza stradale



Il primo incontro del workshop è stato dedicato alla comunicazione dei rischi stradali, ed ha posto l’attenzione sul ruolo del linguaggio nella percezione della sicurezza e della responsabilità individuale.

Silvia Frisina, vicepresidente dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada, e il giornalista Luca Valdiserri, esperto di educazione stradale, hanno analizzato come il racconto degli incidenti possa influenzare profondamente la percezione e la consapevolezza della collettività. Troppo spesso, infatti, l’informazione su questi eventi si basa su un linguaggio fatalistico o sensazionalistico, che rischia di deresponsabilizzare i singoli e di enfatizzare il carattere inevitabile della tragedia, anziché promuovere una maggiore cultura della prevenzione.

Nello specifico, durante il workshop si è parlato di come gli incidenti stradali non siano meri eventi fortuiti ma accadimenti con cause precise e responsabilità identificabili. Eppure, nel modo in cui vengono talvolta raccontati dai media e percepiti dall’opinione pubblica, persiste una narrazione che spesso sposta l’attenzione dalla condotta individuale a fattori esterni, come il veicolo o le condizioni della strada.

L’obiettivo è riflettere su come il modo in cui raccontiamo gli incidenti possa influenzare la percezione della sicurezza stradale: dalle parole utilizzate alla tendenza a trasferire la colpa dall’utente al mezzo, contribuendo a deresponsabilizzare chi è alla guida.

"Le parole che scegliamo per raccontare un incidente stradale hanno un peso enorme. Non possiamo continuare a parlare di 'fatalità' o di auto che 'perdono il controllo', come se fossero a guida autonoma perché ogni incidente è il risultato di scelte e comportamenti umani. Il giornalismo ha una responsabilità fondamentale nel modo in cui la società percepisce questi eventi: deve informare con precisione, senza spettacolarizzare il dolore e senza deresponsabilizzare chi guida. Un linguaggio più corretto e rispettoso può contribuire a un cambiamento culturale, necessario per prevenire altre tragedie sulle nostre strade”, ha dichiarato Silvia Frisina vicepresidente dell’Associazione Familiari e Vittime della Strada

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