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CICLO DI INCONTRI "CAPIRE, PARTECIPARE, AGIRE"

Il racconto delle periferie

Il racconto delle periferie



Criminalità, degrado, conflitti. È questa l’immagine che troppo spesso viene restituita dalle narrazioni mediatiche sulle periferie. Un racconto parziale, stereotipato, che lascia poco spazio alla complessità sociale e alla vitalità culturale di questi territori.

È su questo tema che si è concentrato “Il racconto delle periferie”, secondo appuntamento  (26 marzo) del ciclo di incontri “Capire, Partecipare, Agire”, promosso dall’Osservatorio Opinion Leader 4 Future, progetto nato dalla collaborazione tra Credem e ALMED, nato con l’obiettivo di accrescere la cultura informativa attraverso attività di divulgazione e analisi basate su dati di ricerca.

L’incontro ha offerto uno spazio di riflessione sullo scarto crescente tra la rappresentazione delle periferie nei media e le realtà vissute quotidianamente da chi le abita. Troppo spesso infatti le cronache privilegiano il sensazionalismo: titoli allarmistici, immagini drammatiche, narrazioni emergenziali. Dietro quei racconti si nasconde invece un mondo ricco di iniziative, relazioni, esperienze positive, che raramente trovano spazio nell’agenda informativa.

A dialogare su questi temi, Marco Dotti, giornalista e docente di Professioni dell’editoria all’Università di Pavia, e gli operatori di On! Impresa Sociale, impegnati da anni in percorsi di ascolto, narrazione partecipata e co-progettazione nei quartieri periferici di Milano e Roma.

Durante l’incontro è stato evidenziato come le narrazioni dominanti rischiano di alimentare paure e pregiudizi, contribuendo a costruire una distanza simbolica tra centro e periferia, tra “noi” e “loro”, e a rendere invisibili esperienze che invece meriterebbero attenzione. Un’informazione più equilibrata, plurale e radicata nei territori è il primo passo per ricucire questo divario e costruire una comprensione più autentica delle dinamiche sociali urbane.

Il dato dell’ultima ricerca dell’Osservatorio Opinion Leader 4 Future sui temi di interesse degli italiani ha aiutato a contestualizzare il dibattito: solo l’8% della popolazione italiana indica la sicurezza come il tema informativo più rilevante degli ultimi mesi e questa percentuale si alza di poco (12%) anche in territori periferici come l’hinterland milanese.  Un dato che contrasta nettamente con l’enfasi mediatica su emergenze e pericoli e che segnala una crescente distanza tra ciò che viene amplificato nel racconto pubblico e le notizie che le persone dichiarano di seguire maggiormente.

“Troppo spesso le periferie finiscono sotto i riflettori per effetti di cui non sono causa, ma conseguenza di dinamiche generate altrove. È proprio quando restano all’ombra delle notizie, invece, che quelle stesse periferie mostrano di essere vive: coscienza e anima di città che, nei loro centri, le hanno smarrite. Imparare a guardare quell’ombra con fiducia e rispetto, e non con timore, è il primo passo di un nuovo patto comunicativo”, ha dichiarato Marco Dotti, giornalista e docente di Professioni dell’editoria all’Università di Pavia.

“La nostra esperienza sul campo ci ha portato a rivalutare le periferie come un tesoro invisibile, dove la sperimentazione e un forte senso di comunità si intersecano, generando nuove forme di espressione artistica e partecipazione civica e solidarietà. Per esempio, abbiamo collaborato con numerose reti formali ed informali di attori territoriali che si impegnano a prendersi cura del territorio e delle sue fragilità, sperimentando inedite esperienze di solidarietà”, ha dichiarato Luigi Tufariello, Community Manager On! Impresa Sociale.

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