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Pratiche, esperienze e storie di cinema delle nuove generazioni

Progetto senza titolo - 22

Nell’ambito degli eventi organizzati dalla Fondazione Ente dello Spettacolo per la 78^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, lunedì 6 settembre alle ore 14.00 allo #SpazioFEdS abbiamo avuto modo di sintetizzare i dati raccolti nell’ultimo anno nell’ambito del progetto GenerazioneCinema.

 

L’occasione è stata la presentazione della III edizione di Opera Prima, il concorso di racconti brevi e di soggetti per serie tv per la scuola secondaria, promossa dall’Istituto Toniolo e da ApiS – Amore per il Sapere.

 

In particolare ci si è soffermati sul concetto di cinema come INCONTRO. Incontro in una dimensione relazionale (l’incontro con gli altri spettatori in sala, ma anche fra le mura domestiche), in una dimensione riflessiva (l’incontro con sé, perché i contenuti filmici possono divenire uno strumento per conoscersi e per capirsi) e in una dimensione formativa-divulgativa (l’incontro con l’esterno, uno strumento per fare esperienza con il mondo).

 

Questi tre aspetti risultano fondanti anche rispetto alla possibile evoluzione Post Pandemia dell’esperienza filmica in sala. I ragazzi intervistati da GenerazioneCinema immaginano infatti sale sempre più immersive in cui poter guardare il film con grande attenzione, senza alcuna distrazione; ma anche spazi fruitivi capaci di valorizzare la dimensione relazionale e di inglobare altre forme di socializzazione (ad esempio attraverso l’integrazione con gli spazi cittadini). Infine il cinema si vorrebbe divenisse sempre più stimolo al confronto su tematiche di urgenza sociale, anche attraverso la creazione di campagne e occasione di dialogo di carattere social e digitale. Si punta a un cinema sempre più crossmediale, che sappia muoversi fra più device sfruttando appieno i vantaggi dei diversi device.

Esaminiamo ad esempio la seguente mappa, raffigurante i fornitori extra-lucani.

Come prevedibile, i maggiori sono quelli del Sud (60%), segnalati in arancione. Seguono quelli del Nord-Ovest (9,43%), in azzurro. I cerchi neri rappresentano i progetti. I collegamenti tra i nodi sono pesati in base alle classi d’importo e più sono rossi più l’importo rappresentato è alto.

Se si prendono in considerazione i fornitori della Basilicata in rapporto a quelli esterni, si ottiene la seguente raffigurazione.
In arancione sono i fornitori lucani (47%), in viola gli altri. Per i cerchi neri e i collegamenti vale il suddetto. Questa visualizzazione permette di esercitare interpretazioni quali “vediamo come i fornitori che hanno attivato il maggior numero di contratti siano collocati al centro dei grafi attorno a progetti che hanno funzionato da hub (come Mamma Mia!, Blockbuster, Gardentopia) e siano lucani (colore arancio)” (cit. dal rapporto di ricerca).

Studiando la dipendenza dei progetti dai fornitori, riportiamo la seguente figura, nella quale notiamo che “I progetti presentano una geografia a stella, per cui non sembra esserci un nodo aggregatore che influenza gli altri, suggerendo piuttosto che ognuno abbia funzionato in modo autoreferenziale” (cit. dal rapporto di ricerca).

In verde sono visualizzati i fornitori, in viola i progetti, la cui grandezza dipende dal numero e dal peso dei contratti in entrata.

Per evidenziare l’impatto finanziario dei progetti, è stata realizzata la seguente mappa. 

In verde i fornitori, in viola i progetti, in giallo i project-leader. La grandezza dei nodi è proporzionale al numero di contratti ed al loro importo.

 

La SNA digitale si dimostra dunque un utile strumento per l’analisi delle reti, che può beneficiare di specifici software atti alla visualizzazione degli output.