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ALMED X Venezia83

Progetto senza titolo - 17

Giustizia sociale, equilibrio di genere nell'industria audiovisiva, memoria storica del cinema: questi i temi al centro della presenza di ALMED alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

 

Tra il 7 e il 9 settembre, negli spazi dell'Hotel Excelsior del Lido, docenti e studenti dell'Ateneo hanno animato tre incontri portando al centro del confronto queste questioni.

 

Ad aprire il programma, lunedì 7 settembre nella Sala Tropicana 1, è stato "Corti in carcere, e fuori dal carcere", incontro nato dalla collaborazione tra ALMED e la Fondazione Ente dello Spettacolo e dedicato a tre cortometraggi realizzati dagli studenti dell'Ateneo.

 

Lezioni di piano è firmato dalle diplomate del Master Ideazione e produzione audiovisiva, cinematografica e per i media digitali - IPM Sveva Avino e Alice Boffelli e racconta l'insegnamento del pianoforte all'interno del carcere di Bollate.
Gli altri due portano la firma di studenti e studentesse del corso di laurea in Discipline delle arti, dei media e dello spettacolo (Dams) del campus di Brescia: Fragili legami documenta un laboratorio di teatro sociale nel carcere di Verziano, mentre Cos'è Udepe. Le misure alternative alla detenzione racconta il lavoro dell'omonimo ufficio di esecuzione penale esterna.

 

Secondo Mariagrazia Fanchi, Direttrice ALMED e Presidente Lombardia Film Commission, i lavori dimostrano come i ragazzi abbiano saputo "racchiudere nel formato corto, difficilissimo, una realtà complessa". A portare il proprio contributo sono intervenuti anche monsignor Davide Milani, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, Massimo Locatelli, Direttore del Master IPM, e Antonio Sangermano, Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità.

 

Il giorno successivo, 8 settembre, il focus si è spostato sull’equilibrio di genere nell'industria audiovisiva, con l'Annual Seminar on Gender Equality and Inclusivity in the Film Industry. Qui è stata presentata la sesta edizione di "Gender Balance in Italian Film Crews", il report curato da ALMED su incarico della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura.

 

Basandosi su oltre 3.100 lungometraggi prodotti tra il 2017 e il 2025 e su un database di più di 76mila professioniste e professionisti, la ricerca prova a rispondere a una domanda cruciale: perché la crescita delle opere a guida femminile, che rappresentano ancora circa il 20% del totale, si sia arrestata negli ultimi anni. Tra le evidenze più rilevanti emerge un aspetto: la presenza di donne nei ruoli di leadership sembra favorire una maggiore presenza femminile anche negli altri reparti della troupe.

 

Ha concluso, idealmente, il percorso, mercoledì 9 settembre nella Sala Regione Veneto, "Ricordi di cinema", un percorso storico attraverso i listini delle case di distribuzione dei film dal 1930 al 1976, a testimonianza del periodo in cui il cinema faceva parte della vita quotidiana di tutti gli italiani. Un omaggio dedicato a chi ha vissuto, respirato e amato il cinema nella sua totalità.

I materiali esposti, provenienti dall'archivio della famiglia Cardin, sono il risultato del lavoro di digitalizzazione condotto dall'Università Cattolica all'interno del progetto PRIN 2020 CINEX e saranno protagonisti di una mostra che si sarà inaugurata il prossimo 29 settembre a Monza al Teatro Binario 7.

 

Tre appuntamenti, tre prospettive, un unico obiettivo: contribuire al dibattito sul presente e sul futuro dell’audiovisivo. È con questo spirito che ALMED ha partecipato all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.