C'è un momento, nelle storie di successo, in cui l'intuizione precede la forma. Per il Master in Media Relation e Comunicazione d'Impresa dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, quel momento risale a vent'anni fa, quando un gruppo di persone con background diversi, accademici e professionisti, studiosi e manager, si ritrovò a ragionare insieme su come stesse cambiando il mondo della comunicazione d'impresa e su cosa significasse formarne i protagonisti futuri. Da quelle conversazioni è nato un percorso che ha accompagnato, fino a oggi, oltre 400 professioniste e professionisti attivi nelle imprese e nelle istituzioni italiane.
Questi importanti traguardi sono stati ricordati l'8 giugno, nell'Aula Magna della sede milanese di Università Cattolica in una serata che ha visto riuniti fondatori, docenti, ex alunni e studenti. Dopo i saluti istituzionali del Magnifico Rettore Elena Beccalli, del Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Andrea Canova,della Direttrice di ALMED Mariagrazia Fanchi e del Direttore del Master, Ruggero Eugeni. La serata si è aperta con la proiezione di un docufilm che ha ripercorso le tappe principali del Master, dalla sua ideazione e fondazione, fino al presente, attraverso le voci di chi lo ha ideato, realizzato e vissuto.
Il Master nacque dall'incontro di mondi che, all'epoca, comunicavano poco tra loro: l'università e l'impresa. Tra i protagonisti di quella stagione fondativa, Stefano Lucchini, oggi Chief International Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo e condirettore del Master, Francesco Casetti, oggi professore a Yale, Paolo Garavaglia, oggi direttore della Corporate Academy di Trenord e all'epoca direttore della Comunicazione dell'Ateneo, Sergio Crippa, giornalista di formazione poi approdato alla comunicazione d'impresa, e Antonio Calabrò, giornalista, saggista, senior vice president cultura di Pirelli e direttore della Fondazione Pirelli, che ha fatto parte del corpo docente fin dalla prima ora. Diverse le traiettorie, comune la convinzione che la professione stesse attraversando una trasformazione profonda e che l'università potesse giocare un ruolo nel governarla.
A tenere insieme, in questi vent'anni, solidità e capacità di rinnovamento è stata una struttura pedagogica precisa, descritta dal condirettore Ruggero Eugeni attraverso una metafora: una colonna vertebrale di insegnamenti fondamentali su cui innestare, di anno in anno, contenuti nuovi, linguaggi emergenti, piattaforme, formati. A garantire la coerenza di questo impianto nel quotidiano è stata la responsabile didattica Simonetta Saracino, che ha sottolineato come seguire l'evoluzione della comunicazione e aggiornare i programmi ai continui cambiamenti sia stato e resti la missione del percorso. Una formula che ha permesso al Master di restare riconoscibile nella sua identità e aggiornato nei contenuti, registrando nel tempo uno dei più alti tassi di placement nel panorama nazionale.
La seconda parte della serata ha aperto la discussione sul futuro del media relator con interventi di Luca Josi, produttore televisivo e manager, e Carlo Castorina, ex studente del Master e fondatore della piattaforma MediaTrends, moderati da Andrea Cabrini, Direttore di Class CNBC. Al centro del confronto, la sfida di orientarsi in un ecosistema della comunicazione sempre più affollato, in cui la velocità e la quantità dei messaggi rischiano di travolgere la qualità: una sfida che chiama in causa non solo competenze tecniche, ma la responsabilità più ampia di chi lavora con le parole e costruisce ogni giorno la reputazione delle organizzazioni per cui opera.
A chiudere la serata, i consigli dei professionisti presenti: coltivate le vostre passioni, abbiate coraggio e fidatevi delle vostre capacità creative. Parole rivolte agli studenti in sala, ma anche sintesi dell'approccio che ha reso longevo questo Master: la convinzione che, anche in un settore plasmato dalla tecnologia, il valore stia nelle persone che lo abitano.